MEDITAZIONE DELLO SGUARDO

al teatro delle marionette il drago sta per mangiare Kasperle

Alfred Eisenstaedt Children at a Puppet Theater Paris 1963

Guardare per possedere,  guardare storto,  non guardare affatto, guardare senza vedere, guardare senza emozionarsi, guardare sapendo già prima quello che si dovrà vedere,  guardare credendo di non essere guardati… 

Lo sguardo è costretto, alterato, degradato da modalità spesso inconsapevoli.

“Specchio della memoria”, un’altro modo con cui fu chiamata all’inizio della sua invenzione la  fotografia e che, da subito, insospettì e inquietò intellettuali e uomini comuni. La novità, la stranianza, l’imbarazzo che destava, fecero si che si diffondesse ben presto il pregiudizio che una fotografia potesse rivelare o addirittura rubare l’anima della persona ritratta.

Le fotografie evocano, invocano e provocano, creano significati, danno voce ai sentimenti, racchiudono segreti, attivano ricordi e progetti, raccontano storie.

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MEDITAZIONE  DELLO SGUARDO si articola in una serie di sessioni  e  workshop esperenziali che traggono ispirazione dalle ricerche effettuate dall’arteterapeuta Judy Weiser, dalla psicologa Claudine Vacheret e dagli “atti  psicomagici“ di Alejandro Jodorowsky:

•   ASCOLTARE LE IMMAGINI    L’atto di guardare qualsiasi immagine fotografica attiva l’immaginario producendo processi di simbolizzazione attraverso percezioni e reazioni che vengono proiettate dal mondo interiore della persona sulla realtà, determinando così il senso che viene dato a ciò che si vede. Questa meditazione  è un prezioso spazio di esplorazione dell’immagine che noi offriamo al mondo e che abbiamo della realtà che ci circonda.

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•  SENSIBILITA’ DELLO SGUARDO  La tematica individuale emersa dal lavoro di ascoltare le immagini verrà esplorata e approfondita ulteriormente, eseguendo una serie di fotografie e successive (eventuali) elaborazioni, (esempio fotocollage), attraverso un percorso giocoso, pratico, intenso, creativo.

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•  COME MI VEDONO GLI ALTRI  meditazione sulla propria immagine attraverso la visione di fotografie scattate da altri.

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•  ALBUM DI  FAMIGLIA   meditazione sulle foto della famiglia d’origine o attuale, raccolte formalmente in un album o tenute sparse, appiccicate sul muro o sulla porta del frigorifero, dentro il portafoglio, incorniciate sulla scrivania, sullo schermo del computer.

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• RACCONTO DI SE’ meditazione sulla propria “autorappresentazione” (sociale, professionale, personale, spirituale…) con una gestione totale dei vari aspetti riguardanti la creazione dell’immagine.

Produrre un autoritratto ha un enorme impatto/provocazione sulla stima di sé: permette di scoprire il proprio carisma personale e professionale, le qualità e le capacità specifiche.  Attraverso lo sguardo indiscreto della fotocamera possiamo svelarci e riconoscere cosa mostriamo/nascondiamo di noi agli altri. L’oggettivazione dell’immagine personale riattiva la percezione del proprio spazio interiore, crea maggiore consapevolezza e accettazione di sé, favorisce la scoperta di nuove possibilità d’azione e di potenzialità assopite, ristruttura e amplia la “mappa del mondo” di ciascuno.  In questo workshop l’autoritratto è concepito come “atto magico”, “sciamanico”, fatto con tanto cuore e poca mente, per guarire ferite, manifestare desideri e talenti, come “promemoria” degli obiettivi da raggiungere.

Un’esperienza che lascia il segno!

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Questo processo può essere un formidabile mezzo per acquisire una maggiore consapevolezza e conoscenza di se, stimolo per il cambiamento e la soluzione di lievi conflitti o per migliorare le relazioni interpersonali; lavora sulla parte “emotiva” della foto e non su quella “artistica”… Il workshop non richiede un’esperienza anteriore approfondita con la macchina e l’arte fotografica.       Potranno essere usate fotocamere reflex o compatte (preferite le digitali per la praticità e immediatezza); per l’autoritratto è necessario un dispositivo di autoscatto e cavalletto, (sarà disponibile un apparecchio e cavalletto). 

E’ aperto a tutti: fotografi e fotoamatori, terapeuti, operatori sociali, ricercatori, docenti, studenti… Ulteriori dettagli organizzativi verranno forniti prima della sessione o del workshop.

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L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; 
e così noi vediamo magia e bellezza in loro, 
ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi. 
Kahlil Gibran

 All text & images Copy © RACCONTI D’AMORE – MARIO LA FORTEZZA

 

creatività e consapevolezza – arteterapia e meditazione